tradizioni_contadine | anticoborgo
La fienagione, cioè il taglio, la lavorazione e la raccolta del fieno , un tempo era un’attività praticata da quasi tutta la popolazione poiché le famiglie possedevano del bestiame. Il lavoro era molto faticoso poiché non c’erano le macchine agricole che si usano per semplificare e ridurre i tempi della fienagione. Chi possedeva molti prati necessitava di aiuto. In questo caso venivano chiamate delle persone abili nel taglio del fieno e le donne che intervenivano invece nelle fasi successive della lavorazione.
I TEMPI: In autunno si concimavano i prati spargendo il letame, in primavera si ripulivano per facilitare la crescita e il taglio del fieno. Il primo taglio aveva luogo a metà giugno e proseguiva sino a metà luglio. Dove era possibile effettuare un solo taglio, questa operazione avveniva verso la metà di agosto. Nei prati più bassi era invece possibile eseguire, quando la stagione lo permetteva, sino a tre tagli. Il secondo taglio veniva fatta a settembre.
Il terzo a ottobre – novembre .Tutta la famiglia partecipava alle varie fasi della lavorazione, anche le donne erano espertissime nella difficile operazione del taglio del fieno maturo. Le fasi di lavorazione erano le seguenti:
Gli adulti tagliavano il fieno , i bambini si divertivano ad “allargare “ il fieno per una prima essiccazione delle erbe recise.
La sera il fieno già in parte essiccato veniva raccolto in grossi mucchi.
La mattina del giorno seguente, il fieno veniva nuovamente sparso e nel pomeriggio ancora rivoltato per l’essiccazione.
Verso sera veniva finalmente portato nei fienili delle stalle.
Qui i bambini, mentre un adulto lo disponeva nella maniera più razionale, lo comprimevano saltandoci sopra e divertendosi un mondo.